Boom di richieste per il trasporto solidale “Stacco” nella Marca trevigiana

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04/08/2025

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Boom di richieste per il trasporto solidale “Stacco” nella Marca trevigiana 267mila km percorsi in un anno

In 8 mesi percorsi 233.986 km, con 6.061 trasporti effettuati.  le persone aiutate. La presidente di Volontarinsieme, Anna Corò: “Con oltre 30.000 anziani soli nel trevigiano, le richieste si moltiplicano di giorno in giorno. Per questo lanciamo un appello al mondo dell’imprenditoria e della finanza: abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter garantire i trasporti a chi ne ha bisogno”

 

La solitudine degli anziani (secondo alcune stime, sono oltre 30.000 quelli soli nel trevigiano) si ripercuote anche sul tema dei trasporti sociali. Negli ultimi mesi i volontari della rete “Stacco” Treviso, il servizio di trasporto e accompagnamento finanziato annualmente dalla Regione del Veneto, hanno assistito ad un boom di richieste di aiuto. La maggior parte sono arrivate da anziani soli che necessitano di essere portati ad una visita medica, ad un controllo in ospedale, in farmacia. I numeri indicano un numero di trasporti solidali arrivati in 8 mesi a numeri prossimi a quelli dell’intero anno di esercizio precedente. Grazie al progetto “Stacco” Treviso, che vede come capofila Volontarinsieme OdV, ogni giorno anziani, disabili e persone fragili vengono accompagnate da volontari verso strutture sanitarie e ritorno, il tutto gratuitamente.

 

Negli 8 mesi presi in esame (da novembre 2024 a giugno 2025), “Stacco” Treviso ha raggiunto numeri che sfiorano i dati dell’annualità di esercizio precedente. Sono 233.986 i chilometri percorsi dai volontari, 6.061 i trasporti effettuati, 75 i comuni coperti dal servizio nel territorio trevigiano, 9.729 le ore di attività di volontariato svolte. Le persone aiutate, che hanno potuto beneficiare del servizio di trasporto, sono complessivamente 813. I mezzi utilizzati sono oggi 109, tra auto (31), auto attrezzate (25), pulmini (3) e pulmini attrezzati per il trasporto disabili (30). Gli autisti impegnati a titolo completamente volontario sono ben 370, mentre sono 26 le associazioni trevigiane attivamente coinvolte. Rilevanti i trasporti riservati all’integrazione con il Progetto Sollievo Alzheimer sostenuto dalla Regione del Veneto: gli accompagnamenti verso i Centri Sollievo sono stati oltre 2.000. La Regione del Veneto finanzia annualmente il progetto con un contributo per il trevigiano di 150.000 euro, risorse necessarie al rifornimento e manutenzione dei mezzi utilizzati e ad altri costi fissi necessari all’erogazione del servizio. Gli operatori invece non percepiscono alcun compenso, trattandosi appunto di attività di volontariato.

 

I dati sono stati presentati in un incontro svoltosi qualche giorno fa a Monastier nella sala messa a disposizione da BCC Pordenonese e Monsile cui hanno preso parte le associazioni coinvolte nel progetto. Presente anche la presidente della Quinta Commissione Regionale Sonia Brescacin. Se da un lato il supporto della Regione del Veneto proseguirà, il boom di richieste pervenute quest’anno e la previsione di ulteriore crescita nei prossimi mesi, richiedono sforzi ancora maggiori ai volontari, che ora lanciano un appello.

 

“Ci rivolgiamo al mondo dell’imprenditoria e della finanza: abbiamo bisogno del vostro supporto per poter continuare con il trasporto solidale e far fronte alla domanda crescente di aiuto – dice Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV -. Abbiamo bisogno di fare investimenti, rinnovare i mezzi ad esempio, per questo ci serve l’aiuto anche dei privati. Siamo in un momento storico davvero cruciale. Da un lato la Marca vede un numero di persone sole, in prevalenza anziani, che si rivolgono al mondo del volontariato sempre di più, perché in condizione di reale bisogno. Persone che non possiamo abbandonare a sé stesse. Dall’altro anche il mondo del volontariato sta vivendo una situazione molto particolare, in cui il ricambio generazionale all’interno delle associazioni stesse fatica a completarsi. Per questo c’è bisogno di dare nuovo ossigeno all’associazionismo, sia dal punto di vista delle risorse economiche che di quelle umane. Le associazioni di volontariato, anche in questo caso, sono magari poco visibili, ma rappresentano davvero un pilastro fondamentale su cui si regge il mondo dei servizi socioassistenziali veneti. Il trasporto sociale non è qualcosa di accessorio riservato a poche, ma una vera e propria infrastruttura di welfare territoriale. Rivolgo dunque un appello al mondo dell’imprenditoria e della finanza: abbiamo bisogno del vostro supporto per dare nuova linfa al trasporto sociale, in modo da poter attrarre nuovi volontari e soddisfare le richieste che ci arrivano dal territorio. Se su questo faremo rete, tra politica, volontariato e mondo economico-finanziario, potremmo davvero arrivare a risultati straordinari. Noi ci siamo e auspico che nuovi sostenitori possano presto arrivare per contribuire a questo importante progetto”.

 

Ufficio Stampa

 

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